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La Storia

Le prime notizie storiche sulla Valle di Susa risalgono alle legioni Romane di Cesare, avviate alla conquista della Gallia, passando per la nostra valle. In seguito a questo periodo troviamo alcuni secoli di buio dove gravi e continui avvenimenti come l'invasione dei Saraceni segnano la storia di Bardonecchia. Qui morirono moltissimi innocenti cercando di tener testa a questa frangia del grande esercito Arabo, che vi rimase sino a circa il secolo successivo.Durante la presenza saracena nacque il paese di Rochemolles e venne prosciugato il lago che si trovava al fondo della conca Bardonecchiese in prossimità della zona tuttora chiamata Roccatagliata. Verso l’anno 1000 i Saraceni vengono cacciati dalla Valle di Susa ed alcuni nobili si stabiliscono in seguito alla fuga degli invasori; tra questi troviamo nella Valle di Bardonecchia un certo Vitaldo che sarà capostipite della famiglia dei Visconti de Bardonnèche.Una successiva svolta nella storia di Bardonecchia si ha verso la fine dell’XI secolo, con la morte della contessa Adelaide di Susa, le lotte per la spartizioni dei suoi poteri si risolsero con l’occupazione dell’alta valle da parte dei Conti d’Albon.I d'Albon misero il delfino sul loro stemma e questo simbolo è ancora presente oggi sui portoni delle chiese e sulle fonti battesimali. I d’Albon dopo 3 generazioni abdicarono a favore del re di Francia e cosi Bardonecchia venne annessa alla Francia. Intorno all’anno 1300, anche l’alta valle viene toccata dalle guerre di religione contro i seguaci valdesi di Pietro Valdo, considerati eretici; in seguito, oltre ai motivi religiosi si aggiungono anche interessi politici per il possesso della Valle tra la Francia e la Savoia. Cosi Bardonecchia diventa per un lungo periodo una zona di combattimenti e di passaggio delle forze armate provenienti dall'oltralpe. Agli inizi del 1600 troviamo un periodo di relativa pace che impegna gli abitanti di Bardonecchia all'opera di ricostruzione.Nel 1630 scoppia la peste, portata dalle truppe francesi al seguito di Re Luigi XIV, durante un passaggio nella valle di Bardonecchia, che in quel periodo contava 2000 abitanti e dopo l'epidemia vi sopravvissero solamente 309 persone.Il 1700 vede la guerra per la successione al trono di Spagna e Bardonecchia è nuovamente centro di passaggi di truppe. Le alterne vicende di questa guerra si concluderanno nel 1713 con la firma del Trattato di Utrecht che seguirà una svolta importante per la storia di Bardonecchia e l’alta Valle: Vittorio Amedeo II di Savoia ottenne nuovamente dalla Francia i territori occupati in Savoia, tra questi la Val Susa e Val Chisone.Queste due valli verranno riunite al Piemonte dopo secoli di dominazione Francese. Il 1800 fu un periodo di avvenimenti contrastanti. Da una parte calamità naturali: incendi, alluvioni, epidemia di colera. Dall’altra parte l’apertura del traforo ferroviario del Frejus che finalmente tagliava questa zona dall'isolamento. Il progetto di questa grandiosa opera fu presentata da Francesco Medail a Re Carlo Alberto, i lavori iniziarono nel 1857 e venne inaugurata nel 1871.

Il traforo ferroviario del Frejus, che permette oggi il collegamento di Bardonecchia a Modane è stato inaugurato il 17 settembre 1871, dopo quattordici anni di lavoro, con una cerimonia epocale e il passaggio del primo treno a vapore. L’idea del tunnel ferroviario è di un Bardonecchiese, Giuseppe Francesco Medail, prima commissario di dogana e poi imprenditore di lavori stradali a Lione. Medail parla già di un collegamento sotto la montagna nel 1832, e nel 1840 presenta un memoriale a Carlo Alberto nel quale ipotizza un traforo sotto il Frejus. I tempi però non sono ancora maturi e Medail muore a Susa nel 1844 senza poter vedere realizzato il suo sogno. Nello stesso anno della morte del suo ideatore, il progetto del tunnel ferroviario viene ripreso da Luigi Des Ambrois, ministro di Carlo Alberto, che commissiona uno studio all’ingegnere Belga Henri Maus. La stesura definitiva del progetto è di Germano Sommeiller, Sebastiano Grandis e Severino Grattoni. Nell’agosto del 1857 il parlamento subalpino finanzia l’opera con 42 milioni di lire e il 31 dello stesso mese iniziano i lavori. Nel 1858 il Piemonte cede la Savoia alla Francia, ma il governo transalpino è scarsamente interessato al traforo e Cavour è costretto a impegnare quello sabaudo per completare l’opera. Le perplessità dei francesi vengono però meno nel 1863, due anni dopo l’unità d’Italia, quando contribuiscono con 19 milioni di franchi al completamento dell’opera. I problemi tecnici sono notevoli e i rischi altissimi: dei quattromila operai impegnati nel cantiere, duecento perderanno la vita, di cui molti a causa una epidemia di tifo scoppiata nel 1864. A tutte le vittime è dedicato il monumento in piazza Statuto, a Torino, inaugurato il 26 ottobre 1879, e restaurato nel 2000 a cura della Sitaf, la società che ha costruito e gestisce il traforo e l'autostrada del Frejus. A favorire lo scavo arriverà la dinamite, inventata da Alfred Nobel nel 1869. L’ultimo diaframma cade il giorno di Natale del 1870 e i 12 chilometri del traforo, con imbocchi a Bardonecchia a quota 1.269 metri e a Modane a quota 1.148 metri, vengono inaugurati il 17 settembre dell’anno successivo. La galleria a doppio binario originaria era lunga 12.847 metri, poi portata a 13.636 m per via di una variante resasi necessaria nel 1881 a Modane per spostare l'imbocco, rivelatosi instabile.Nel 1880 il coreografo milanese Luigi Manzotti sosta davanti al monumento del Frejus e gli viene in mente di allestire uno spettacolo, assieme al musicista Romualdo Marenco. Si tratta di "Excelsior", che debutta alla Scala di Milano nel 1881, e nel 1913 diverrà anche un film.

Bardonecchia : Inaugurazione Traforo Ferroviario del Frejus (1871)

Il Traforo del Frejus

Bardonecchia : La Stazione Ferroviaria con la linea elettrica

Bardonecchia : panorama del Borgo Vecchio

Ingresso del Tunnel originale dal lato Francese, oggi divenuto museo

Bardonecchia: panorama del Borgo Vecchio

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